La Cedolare Secca
Il 7 aprile 2011 è stato pubblicato su internet il provvedimento attuativo da parte dell’agenzia delle entrate, di quanto definito da Dlgs 23/2011 art.3 sul federalismo municipale. Tale provvedimento coinvolge 2 milioni di persone, proprietari di locali ad uso abitativo concessi in affitto, e sancisce loro la possibilità di optare per un nuovo regime fiscale.
Il nuovo regime sostanzialmente consente di pagare i contributi derivanti dal reddito di locazioni, secondo un’imposta piatta da applicare su tutto il canone pattuito tra locatore (proprietario) e locatario (inquilino), definita aliquota secca.
La nuova imposta sostitutiva non è altro che un’aliquota uguale per tutti i contribuenti che non cresce con il reddito, quindi una forma di tassazione proporzionale e non più progressiva.
Prima della cedolare secca l’unico modo per versare i contributi sui redditi da canone d’affitto è stato il sistema ad aliquota marginale IRPEF a scaglioni di reddito, dal 7 aprile 2011, con il nuovo decreto, si ha la possibilità o di passare alla cedolare secca o di rimanere con il vecchio sistema.
La differenza fondamentale tra i due sistemi è che con il vecchio sistema a scaglioni di reddito l’aliquota varia in funzione della fascia di reddito cui si appartiene, con il nuovo regime invece le possibili aliquote sono soltanto due; esse non dipendono dalla fascia di reddito ma soltanto dalla tipologia di contratto pattuito; le due aliquote fisse nello specifico sono:
o 21%, in caso di contratti a canone libero
o 19%, in caso di contratti a canone concordato
La cedolare si esercita sui redditi 2011 che saranno dichiarati nel 2012; l’opzione è attivabile già dal 2011 non solo per contratti di nuova costituzione ma anche per contratti in corso. In caso di contratti nuovi chi decide di passare alla cedolare secca può farlo direttamente in sede di registrazione, chi possiede invece contratti già registrati può optare la cedolare secca attraverso il modello 730 della dichiarazione dei redditi relativi al 2011 o in Unico 2012. I pagamenti devono avvenire invece attraverso il modello F24.
Il sistema sostitutivo presenta sia svantaggi che vantaggi per il locatore, infatti sostituisce il prelievo IRPEF, l’imposta di registro e di bollo ma non concede il diritto di chiedere aumenti del canone al locatario o di usufruire di alcune riduzioni forfettarie concesse con il vecchio regime.
Tenuto conto dei vantaggi e degli svantaggi tale sistema sostanzialmente permette di pagare meno tasse a chi possiede redditi più alti e a conti fatti si presenta conveniente a chi affitta a canone libero con reddito maggiore di 15 mila €/anno e a chi affitta a canone concordato con reddito maggiore di 28 mila €/anno.
La cedolare secca è applicabile anche qualora il contratto di locazione abbia una durata inferiore a 30 giorni, ovvero quei contratti non soggetti al vincolo della registrazione, come ad esempio i contratti turistici o transitori.


